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Title Type City Region Country Records per page

 

Title Country Region City Type Code
Vicenza Basilica Palladio spaccato
Vicenza Basilica Palladio spaccato
Country  
Region Veneto 
City Vicenza 
Type Basilica 
Code I Ch VEN Vicenza1 
Vicenza Basilica Palladio spaccato

I Ch VEN Vicenza1

La basilica del Palladio è una vittoria della Provincia sulla Capitale.

Per più di un secolo erano venuti da Venezia i modelli a cui ispirarsi nella veste splendida del gotivo veneziano, oltre ai magistrati, ai governatori, e ai delegati di polizia con i quali la Dominante si assicurava la fedeltà delle conquiste di terraferma.

Perfino il palazzo pubblico col mercato e la grande sala del Consiglio di Vicenza imitava il centro del Potere di Piazza San Marco, come pure la fragile loggia dei “Pozzoli” tanto simile a un merletto lagunare da crollare sotto il proprio peso prima ancora di essere finita.

Andrea Palladio apparteneva a quella generazione di giovani architetti ai margini del potere, che in quegli anni giravano intorno ai ruderi del Colosseo e della Villa Adriana, riempiendo quaderni di schizzi, affascinati dalle opere dei classici che andavano emergendo dopo secoli di silenzio dalle biblioteche dei monasteri.

La riscoperta della civiltà dei Cesari si faceva strada ad ogni livello e quando il consiglio dei Cento si trovò ad esaminare i progetti ancora goticheggianti per il Palazzo Pubblico di Vicenza, storsero il naso. Il modellino di legno che Palladio presentava aveva la forza del nuovo che avanza e fu scelto con 99 voti a favore. La grande Basilica di Vicenza fece scuola e in pochi anni i modi del Palladio e della sua generazione cambiarono il volto al Canal Grande.

Il grande Leone di San Marco che dominava le sedute del consiglio era un segno tangibile della presenza della Dominante. Un altro simile campeggia su Piazza dei Signori dall’alto della torre dei Bissari.

La Serliana è un elemento elastico che consente al Palladio di adeguare il suo rivestimento monumentale alle strutture precedenti. L’architetto può giocare sulla magiiore o minore apertura dei vuoti rettangolari ai lati degli archi centrali, uguali fra loro , che richiamano l’attenzione di chi guarda.

Non rimane traccia del colonnato a due piani che precedette l’intervento del Palladio. Dalle piante e dalle immagini dell’epoca figura quasi identico a quello che tuttora riveste il Palazzo della Ragione a Padova.

Le grandi capriate a ogiva imitano la chiglia rovesciata e il fasciame di un vascello secondo una moda molto diffusa nel Veneto in epoca gotica.

Costruita per le riunioni del Senato cittadino, la Sala del Consiglio ha dimensioni imponenti se rapportate alle soluzioni tecniche dell’epoca (50m x 22m). nello spirito e nelle proporzioni prende a modello il Palazzo della Ragione a Padova.

Il rivestimento esterno a losanghe policrome in tessere marmoree bianco-rosa imita invece quello di Palazzo Ducale a Venezia. La Serenissima imponeva in quegli anni il proprio dominio sulle città di terraferma ai danni del Signore e liberi comuni per rifarsi delle sconfitte che subiva in oriente ad opera della nascente potenza turca.

Con i suoi 4 passanti, il palazzo non separa Piazza dei Signori da Piazza delle Erbe ma funziona da filtro, anzi come una terza piazza in ombra gradevole d’estate, e affascinanteper le decine di negozi che la trasformano in un mercato coperto che un tempo aveva i colori e i sapori di un suk arabo.

Le strutture del piano terra sono ancora quelle, irregolari e antichissime, che Domenico da Venezia livellò nel 1448 a 8 metri d’altezza come base per la sua grandiosa sala carenata.